Inner place

Ovunque ed in nessun posto

Chi mi segue conosce la mia predilezione per i boschi. Possibilmente solitari e silenziosi. Lì vi ritrovo contatto con me ed i miei pensieri che abitualmente sono costretto a far tacere… e lì scatto fotografie. Probabilmente il mio è il tentativo di  raffigurare le mie sensazioni più che di fotografare alberi. Qui alcune foto delle mie ultime uscite.

Ultimamente (ma non è una cosa del tutto nuova) inserisco nella scena sempre più spesso la figura umana (cioè me stesso) per dare più peso visivo (quindi facilitarne la lettura) caricando sulle spalle “dell’ometto” il peso dell’atmosfera che lo sovrasta. Egli ne è immerso ed allo stesso tempo oppresso. Catturato e quasi schiacciato. Eppure nel suo incedere sa bene dove andare quindi è padrone di sè, ma verso cosa cammina? Salvezza o perdizione?  Domande che ognuno si può fare adattandole a sé stesso e trovare la propria risposta. Nessun luogo geografico preciso, quei boschi possono essere ovunque, piuttosto forse un luogo interiore.

Non ho mai amato molto chi vuole dare a tutti i costi indicazioni alle proprie immagini ( per non parlare dei dati exif…). A meno che non vi sia una reale necessità documentaristica o di spiegazione, io ometterei tutto a partire dai titoli (se ne vedono di “bellissimi” in giro). Se la fotografia ha qualcosa da dire parlerà a chi vuol vedere.

 

autumn forest fog

 

autumn forest wildroad

 

autumn forest green

 

autumn forest walking

 

autumn forest red

 

autumn forest light

La nebbia mi è quasi sempre necessaria per questo tipo di atmosfera. Cercare di conciliare il contrasto tra sottobosco scuro e cielo è praticamente impossibile da una certa ora in poi. La nebbia invece diffonde la luce e da quell’atmosfera sospesa insistituibile. Non nego che con il tempo il tema stia prendendo forma e chissà che poi non sfoci in progetto più concreto.

autumn forest red

 

autumn forest selfportrait darck

 

autumn forest

 

autumn forest red

 

Concludo con un paio di considerazione sul mio 2017 fotografico. Dopo l’abbuffata del 365 dell’anno scorso quest’anno ho fotografato meno, con maggiore consapevolezza e pubblicato molto poco. La consapevolezza fa brutti scherzi riducendo drasticamente le foto buone. Ho studiato ed iniziato alcuni lavori che chiederanno tempo per essere completati (se verranno completati…).

Auspici per 2018? Vorrei riuscire a studiare più seriamente. Muovere le chiappe e andare a vedere qualche mostra in più. Ignorare con più tranquillità i “fumi” dei social ( sono ancora debole…) e magari nel frattempo fare qualche buona foto…

Auguri a tutti.

 

 

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