The progress

The progressGirando per la città avevo già notato delle persone che camminavano in fretta con dei cartelli in mano. Non mi sarei mai immaginato che stavano andando a lavorare.

L’ufficio? L’angolo della strada. Il cartello come attrezzo di lavoro. Una sedia e per qualche ora (chissà quante) a reggere l’insegna mobile che in quanto mobile non paga tasse e sfugge alle limitazioni urbanistiche.

“Buffet Lunch only £7,95”. Quante colazioni avranno venduto?

Anche la ragazza passando distoglie lo sguardo dall’Iphone interdetta, mentre il giovanotto dietro sta valutando se approfittare dell’invitante lunch offerto.

Nuove forme di schiavismo… il progresso non è per tutti.

2 pensieri su “The progress

    1. Urban acid lo preferisco. Diciamo che continuo a sperimentare. Il classico street in bianco e nero mi annoia un po’ anche se ha sempre il suo fascino. Poi ho notato che la pietra utilizzata in prevalenza nelle città anglosassoni ha bisogno di essere messa in risalto altrimenti a mio avviso è troppo spenta. Sostanzialmente ho cercato di imitare il metodo Bleach Bypass ,m a c’è ancora da lavorare.
      Grazie per il messaggio!

      "Mi piace"

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