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Foggy blue

Al secondo tentativo ce la faccio. La mattina pioveva troppo, ora invece il cielo grigio sembra tenere. La nebbia avvolge i faggi colossali che continuano a grondare acqua, in pratica sotto le fronde piove ancora. Su il cappuccio, riparo la macchina come posso e mi incammino attento a non scivolare. Dopo qualche minuto arrivo ad una depressione pianeggiante lunga qualche centinaio di metri e larga circa 80. Tutto attorno, come una specie di anfiteatro, i pendii alberati si alzano chiudendo lo sguardo, come pavimento un tappeto scricchiolante di foglie, ogni 5-6 metri possenti tronchi si spingono su per 20-25 metri almeno a formare il colonnato di una cattedrale la cui volta verde-gialla sfuma nella nebbia. Ecco la nebbia qui è una benedizione. Dona con la sua luce diffusa un'aura mistica che riempie gli occhi ed il cuore. I colori dell'incipiente autunno poi fanno il resto.

Gli alberi mi guardano benevoli o indifferenti, chi lo sa, ma a volte mi fermo per toccarli, è irresistibile, non posso farne a meno. Mi aggiro così per un tempo indefinito (1 o 2 ore probabilmente) rivedendo le fantasie di tante storie fantastiche rincorrersi ed asciugando spesso la macchina fotografica (ah già, ero venuto qui per fotografare).

Poi, vuoi perchè la nebbia si fa sempre più fitta, vuoi perchè la sera è quasi arrivata, si fa buio ed io torno sui miei passi. Prima di uscire da quella magia, mi avvicino ad un grosso tronco e lo abbraccio. Non sò spiegare bene, ma ho mormorato una frase con la speranza che i rami su in alto come un'antenna amplificassero il mio segnale portandolo lontano ad una cara persona che non c'è più...

Ma forse a ben pensarci, tra gli alberi e la nebbia non ero solo... non sono mai solo... mai...

foggy blue (2)

foggy blue (2)

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landscpaes

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Looking for Galadriel: misty

Nikon D7000 + Sigma 10-20 f 3.5-5.6  

Continua l'esplorazione del bosco. Una mattina mi sorprende la nebbia. Ad essere sincero non mi ha proprio sorpreso, era da un po' che l'aspettavo e, studiato il posto giusto, alla fine è arrivata.

Guardando i risultati non posso che compiacermene; mi ero prefissato di dare risalto ai colori ed all'atmosfera di quelle mattinate di vagabondaggio silvestre e, tutto sommato, ci sono riuscito. Le foto sono piaciute (una di queste è anche arrivata sulla prima pagina di 500px con un bel 99.6), ma... c'è un ma.

Dopo questa full immersion paesaggistica carica di colori saturi e di visioni oniriche ho la sensazione di aver rincorso di più la "facile" approvazione che un reale progetto fotografico.

Mi spiego meglio: per fare fotografia di paesaggio è essenzialmente necessario essere nel posto giusto al momento giusto, comporre con giudizio e dare una bella "gasata" a colori e contrasto. Lo so, fotografare non è seguire una ricetta, ma per confezionare un "fast-food" fotografico semplice da apprezzare e che riempie gli occhi basta. Il bosco in autunno, un tramonto infuocato, un cielo stellato oppure un bimbo paffuto, un cucciolo morbidoso o una bella gnocca sono tutti soggetti che istintivamente piacciono, se poi si fotografa con mestiere ed un po' di furbizia il gioco è fatto.

Calma, non voglio inimicarmi frange intere della massa di fotografi e non che ogni giorno inondano il mondo con i loro scatti, io sono uno di voi, ma concedetemi almeno l'onestà intellettuale di sottolineare come a volte sia facile piegarsi per qualche momento di gloria ( la prima pagina di 500px... per esempio).  E' quindi il fotografo che deve seguire il pubblico o il pubblico che deve seguire il fotografo? Non credo esista una risposta univoca a tale domanda. Un professionista nei suoi lavori deve andare in contro ai clienti, io non lo sono percui posso fregarmene altamente, ma anche l'autostima vuole attenzioni. E' come con la musica; ti piace il free-jazz ma vuoi vendere e fare il grano? Datti alla pop-music e spera di trovare un tormentone per l'estate. Altrimenti suona il tuo jazz, fai ciò che ti piace, ma trovati un lavoro serio...

misty forest

misty forest

misty forest

misty forest

misty forest

misty forest

misty forest

misty forest

misty forest

misty forest

misty forest

misty forest

Per concludere molti mi hanno chiesto come ho fatto ad ottenere un effetto così "soft" in alcuni scatti. Come dicevo prima la base è essere nel posto giusto al momento giusto. Alcune levatacce alle 5 di mattina mi hanno permesso di individuare il posto giusto, di capire da dove arrivava il sole e con un po' di fortuna ho anticipato la salita della nebbia dal fondovalle sfruttando i 15-20 minuti che il sole ha impiegato per farla svanire. Avendo quindi un bosco di tale fattura, una luce soffusa dalla nebbia e calda dal sole del mattino risulta semplice enfatizzare colori e "soft focus" in post produzione.

Looking for Galadriel: colors

Nikon D7000 + Sigma 10-20 3.5-5.6 + Sigma 24-105 4 + Nikkor 35 1.8 Sono nato tra le Dolomiti, circondato dai monti che hanno ispirato Tiziano e Carducci. Ho camminato per anni tra i monti pallidi, boschi e prati. Ho passato la mia adolescenza a cercare un po' di "libertà" tra baite, tende e sacchi a pelo. Il bosco poi mi ha sempre stuzzicato la fantasia, memore di molte letture giovanili, dove mistero e magia si legano silenziosi, ma ugualmente facili da percepire. Devo quindi assecondarne il periodico richiamo.

I miei gusti fotografici si sono naturalmente evoluti. Potendo ora partirei per qualche settimana a New York o Tokio ad ammazzarmi di street, farei ritratti tutto il giorno oppure farei un viaggio con l'idea del reportage, ma paesaggio e natura restano un "disintossicante" necessario.

nature photography

nature photography

Qualcuno mi ha suggerito di specializzarmi nel paesaggio, ma sinceramente "pensare" fotografia monotematicamente mi fa venire i brividi, è come se fossi costretto a parlare solo con le prime dieci lettere dell'alfabeto... impossibile. Questa non vuol essere una critica ai paesaggisti o qualunque altro specialista, ma niente etichette, grazie.

Ma veniamo al sodo. Questo preambolo per dire che sto approfittando della stagione autunnale per andare a zonzo per i magnifici boschi nei dintorni. Le uscite non sono terminate perchè sto cercando di seguire tutto il mutare delle chiome degli alberi e, clima permettendo, conto di fare altre foto da pubblicare. Il bosco in questione è il bosco del Cansiglio, fornitore di legname per la Serenissima e quindi curato da secoli. I faggeti infatti sono particolarmente fotogenici. Ampi tronchi si alzano come colonne di una cattedrale per venti metri e più, con le chiome a formarne la volta. Il sottobosco invece è sostanzialmente un tappeto di erba e foglie, in pratica manca soltanto la regina degli elfi che ti da il benvenuto.

nature photography

nature photography

nature photography

nature photography

nature photography

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Tra i bramiti dei cervi e la fuga di qualche pennuto i colori sono protagonisti. Le foglie dei faggi passano da un verde brillante, al giallo e all'arancio, fino al rosso e marrone quando ormai cadute scricchiolano sotto i miei passi. Ammetto che non mi è semplice tenere a bada tutte queste cromie, è facile che scappi la mano e che la saturazione prenda il sopravvento. Sul web vedo praticamente ogni giorno fotografie di paesaggio o natura iper-saturate, è sufficiente per strappare qualche "like" in più, ma dopo mille tramonti infuocati ed altrettanti cieli stellati ne ho le tasche piene. Perciò ho perso ore a calibrare i colori (non sempre riuscendo perfettamente nell'intento).

La luce cambia dannatamente nelle varie ore del giorno, cambia se filtra tra le foglie oppure è radente tra i tronchi o se il pendio guarda a est o a ovest... insomma è chiaro che serviranno più uscite per portare a casa una serie di scatti abbastanza completa anche perchè il meteo è sempre in agguato. Al cambio della luce cambiano i colori e ce ne sono tanti (troppi) tutti insieme.

nature photography

nature photography

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nature photography

nature photography

nature photography

nature photography

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E' indubbia comunque la salubrità di queste passeggiate fotografiche, magari le levatacce prima dell'alba alla lunga sono un deterrente, ma testa e cuore ne escono rinvigoriti. Fondamentale è (come sempre) organizzarsi; informarsi sul meteo locale ed a che ora sorge e tramonta il sole non è un problema. Infine avere la possibilità di tornare sul posto può fare le differenza quindi se avete un bel posticino vicino a casa andateci spesso, soprattutto la mattina presto quando l'umidità della notte incontra i primi raggi del sole se ne vedono delle belle ...

                                                                                                                                   continua...