photostudio

Pedestrian

Nikon D7000 + Sigma 24-105 f4 + Sigma 35 f1.4 L'uomo dei boschi è sceso dalla montagna.

Osservo le svariate forme che il genere umano assume più o meno volontariamente, l'ho sempre fatto, non so perchè. Nelle quotidiane certezze che ci cuciamo addosso provo una strana sensazione guardando le persone che mi passano accanto; quell'attimo di condivisione, quell'istante comune che passa e poi resta solo un 'immagine, una fotografia. Qualcuno ha scritto: "nessun uomo è un'isola", affermazione che col passare del tempo è diventata per me non più che una speranza. Molte persone ho incontrato, quasi tutte se ne sono andate per la loro strada, ecco queste foto di perfetti sconosciuti testimoniano l'attimo in cui le nostre "isole" si sono sfiorate ed acquistano un significato, anche se puramente simbolico o poco più...

... un po' cervellotico oggi...

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Photostudio: urban impressions in Venice

Nikon D7000 + Sigma 24-105 f4 + Fuji X20 Non mi è difficile perdermi tra gli angoli, i ponti ed i portoni di questa città. Anche stavolta mi sono volutamente perso addentrandomi in calli sconosciute e deserte; mal che vada fuori dalla città non posso andare. Poi al passante di turno chiedo :"San Marco?" e questo in idioma locale mi fa :"De 'a!" accompagnando con gesto indicativo. Ho già scritto altre volte del perchè mi piace andar per calli a Venezia ed anche stavolta mi attengo alle regole non scritte di un gioco che consiste nel perdersi appunto, tenere gli occhi aperti e concentrarsi su luce, forme e colori. In realtà oggi son venuto con l'intenzione di tornare a casa con un bel po' di immagini di persone e non di cose (coming soon...), ma il clima lagunare necessita di acclimatazione e per un po' vado ad istinto, senza un target definito.

E' un esercizio che solo qui mi riesce, o almeno qui mi riesce come voglio. Tutto è ristretto, condensato, quasi ti viene addosso se non ti scansi, e se è vero che "se la foto non è buona vuol dire che non eri abbastanza vicino (R.Capa)", qui è la città che che mette in primo piano vizzi e virtù, lì pronti per essere assaggiati.

Allora mi raccomando, occhi aperti e cuore libero...

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time capsule venice 9

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Photostudio: the beach colors, part 2

Fuji X20 Qualcuno mi ha chiesto privatamente se potevo condividere il preset di cui parlavo nel post precedente, io lo metto direttamente disponibile dal link qui sotto per chi volesse provarlo.

Cliccate qui

Sto imparando a gestire le tonalità in modo soddisfacente usando la "Divisione toni" nel pannello dei tools di lightroom. Vi invito a smanettare un po' con i vari cursori di luci e ombre, è semplice ottenere piacevoli tonalità, ma è altrettanto facile esagerare quindi occhio.

Per la seconda parte di questa serie proseguo il cammino verso il faro e mi allontano di qualche decina di passi dalla riva del mare sfruttando il vento che alzava la sabbia creando un particolare effetto in contro luce.

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Photostudio: the beach colors, part 1

Fuji X20 Del cielo limpido la mia macchina fotografica non sa che farsene, molto meglio nuvole che giocano con il sole, ma non ditelo agli altri bagnanti. Se poi è appena passata una bella perturbazione, il mare è in burrasca e l'aria cristallina, la macchina fotografica non riesce a stare ferma.

Indubbiamente certe tonalità del mare dal verde al blu, la sabbia resa ancor più calda dal sole del tardo pomeriggio sono a dir poco invitanti. Il vento però è forte, alza la sabbia e fa correre le nubi che cambiano di continuo la luce. E' evidente infatti la differenza quando il sole non è filtrato dalle nuvole.

Qualcuno corre per mettersi a riparo, qualcun altro vaga, come me, attirato dalla bellezza dell'insolita atmosfera ed io mi riprometto di tornaci in inverno: "Dovrebbe essere così ogni giorno in inverno..." penso.

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Per esaltare le gustose cromie ho finalmente messo a punto un preset che scaldando la luce giallo-ocra, lascia intatti i blu senza virare al verde e ne sono sufficientemente soddisfatto. Il bilanciamento della luce da uno scatto all'altro risulta invece piuttosto complesso: dipende dalla presenza diretta del sole e dal soggetto in primo piano. A volte la macchina si fa imbrogliare in tutta questa ragnatela di chiaroscuri in movimento tra onde sulla battigia e nuvole sfilacciate, quindi ogni scatto va ponderato il più possibile per non dover impazzire dopo e correre il rischio di mettere assieme una cozzaglia di luminosità diverse (e non è detto che non sia successo, almeno un po').

I più attenti avranno notato una discrepanza di formato tra le foto orizzontali e quelle verticali; la Fuji ha un sensore 4/3, formato che trovo gradevole per le immagini verticali, mentre trovo più appropriato per le orizzontali un taglio classico a 2/3. Della serie come complicarsi la vita...

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