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Sigma 24-105 f4 impressions

Lunedì di pioggia (tanto per cambiare) e ne approfitto di un momento di tranquillità per parlare di un ottimo obiettivo: il Sigma 24-105 f4.Non è mio costume fare una recensione tecnica (ce n'è già abbastanza in giro), ma riportare semplici sensazioni d'uso e magari dare uno spunto in più.

La mia attrezzatura si basa su una reflex Nikon, ma, se non si era capito, non sono proprio quel che si dice un "fan boy" del marchio. Non perchè i prodotti Nikon non siano validi, tutt'altro, ma perchè cerco di non ragionare in monomarca e mi piace provare altre strade. Parlando di obiettivi secondo me alcuni prezzi non sono sempre giustificati e dato che non sono un professionista trovo eccessiva una spesa di 1500 euro per un obiettivo che per quanto nitido e performante ( e ci mancherebbe anche che non lo sia) è assolutamente sovrastimato per le mie esigenze attuali. Qualcuno inorridirà, il ragionamento per cui più costa, più sono fotografo e (forse) più le foto saranno buone è un ragionamento che trova molti seguaci e se "l'avercelo più grosso" li fa sentire meglio, buon per loro. Io sono ancora convinto che il "sacco di carne" dietro la macchina fotografica faccia la differenza in tutta questa storia, ma veniamo al sodo.

Sigma 24-105 f4

Sigma 24-105 f4

Cercando un ottica tuttofare di buona qualità ho preso a riferimento il Nikon 24-120 f4 che partiva qualche mese fa dalla ragguardevole cifra di circa €1300. Poi Sigma ha presentato il suo nuovo 24-105 f4 ad un prezzo molto competitivo. Dopo qualche ricerca ed un po' di pazienza ho raccolto informazioni sufficienti per decidermi per il secondo riuscendo a spuntare un buon prezzo.

Sigma è un'azienda che ha decisamente rinnovato l'approccio produttivo ed il parco ottiche sfornando una serie di obiettivi notevoli. La serie ART è la più stuzzicante con lenti come il 18-35 f1.8 ed 24-105 appunto,per non parlare poi dei fissi come il 35 1.4 che a leggere le recensioni surclassa i diretti concorrenti di Nikon e Canon.

Quindi perdo 15mm di focale ma risparmio dei bei soldini ed usandolo su un corpo APS-C diventa quasi un 36-160 anche troppo tele per le mie esigenze.

Sigma 24-105 f4

Sigma 24-105 f4

Il primo impatto è un po' destabilizzante per i miei gusti, 800 grammi da attaccare alla macchina per un bel 1,4 chili da portare al collo. Poi usandolo mi rendo conto di aver fatto la scelta giusta. Molto nitido a tutte le focali e fin dalle prime foto ne sono rimasto colpito. Uno stabilizzatore di ultima generazione che funziona molto bene e che mi ha permesso di scattare a 1/60 a mano libera senza la minima traccia di micromosso, sostanzialmente non ho sentito la mancanza di un'apertura più ampia."Bokeh" a f4 piacevolmente morbido ed uniforme. Nelle recensioni era evidenziata la presenza di vignettature usando corpi FF, ma per il momento non è il mio caso.

L'obiettivo è ben bilanciato durante l'uso, trovo molto funzionale l'ampia ghiera dello zoom che offre una piacevole resistenza e a zoom completamente esteso viene a trovarsi nella giusta posizione visto il peso da reggere. Autofocus rapido, preciso e così silenzioso che le prime volte ho dovuto accertarmi di non ever accidentalmente messo in manuale. Monta filtri da 82mm e non è il massimo per chi usa polarizzatori e gingilli vari davanti all'obiettivo.

Riassumendo.

Pro

Nitidezza Rapporto qualità prezzo Stabilizzatore efficace Autofocus rapido e silenzioso

Contro

Peso FIltri da 82mm

Insomma un ottimo prodotto che mi sento di consigliare a chiunque cerchi un valido obiettivo generico dall'ottimo rapporto qualità prezzo, performante per la maggior parte dei cosiddetti "prosumer" attenti a spendere bene i propri quattrini.

Per vedere una serie di foto scattate con questo obiettivo vi invito a visionare questo post.

My eyes, my smile

Nikon D7000 + Nikkor 35mm 1.8 Il mio soggetto preferito è anche uno dei soggetti più difficili da fotografare. Continuamente in movimento mette a dura prova l'autofocus della macchina. La "brevissima" disponibilità a farsi ritrarre mette a dura prova anche la mia rapidità d'esecuzione, ovviamente ci sono cose molto più importanti come giocare, correre, saltare ecc. ecc.

L'autofocus non sempre risulta preciso in questi casi. Forse sono io a non saperlo usare in modo adeguato, ma ho spesso la sensazione che in situazioni di forte luminanza il sensore che governa l'autofocus vada a perdere efficacia per una riduzione del contrasto generale della scena. E' necessario perciò adottare delle piccole strategie per evitare di mettere a fuoco (classico esempio) l'orecchio invece l'occhio. Lavorando con obiettivi molto luminosi è ovviamente sconsigliabile aprire al massimo, trovo che chiudere a f4-5.6 sia il giusto compromesso per aumentare profondità di campo senza rinunciare alla morbidezza dello sfuocato di sfondo, ma questo può variare a seconda delle situazioni. Se il soggetto invece è statico apriamo di più. Alcune di queste foto sono state scattate in spiaggia alle 11:30 in una bella giornata di sole; non precisamente la condizione ideale. Solitamente lavoro con autofocus singolo, ovvero scelgo dove focheggiare ed in seguito compongo la scena, ma con un "furetto salterino" non è la scelta adeguata. Dopo varie prove l' AF continuo (AF-C) s'è rivelato a me più funzionale, scegliendo manualmente l'area AF. Ovvero dando un'indicazione all'AF di dove concentrare l'attenzione , questo ha reagito meglio a movimenti improvvisi compensandoli adeguatamente. Evitare l'automatico ed il traking 3D.

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Nonostante l'inseguimento costante, insisto con il 35mm. Solitamente resto defilato con il tele, ma stavolta cerco un contatto di sguardi più diretto e, seppure con fatica, riesco nell'intento. La piccola pian piano si dimostra un po' più collaborativa, in fondo è divertente essere al centro dell'attenzione e con il passare del tempo credo verrà fuori sempre di più la parte civettuola di ogni femminuccia. Funziona sempre molto bene coinvolgere i bambini facendogli vedere nello schermo LCD le foto appena scattate, magari chiedendo loro qualche suggerimento, come al solito sapranno sorprenderci.

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A fine giornata ho raccolto almeno un centinaio di scatti, che dopo la consueta mondatura, andranno a formare un simpatico album sicuramente da stampare. Suggerisco questa semplice e bella soluzione; stampate le foto e regalatele alla gentile metà. Dono graditissimo, che metterà sotto una luce positiva voi, la vostra passione, le ore lontano da casa e far foto e magari anche l'ultimo costoso investimento fotografico che avete fatto.

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Guardo e riguardo queste foto e dopo autofocus, sharpening, viraggi, vignettatura, tempo e diaframma, composizione ed inquadratura... mi è chiaro il perchè amo fotografare.

La fotografia e l'arte di cestinare

Nel periodo invernale le pause tra una sessione fotografica e l'altra sono decisamente più frequenti. Se poi le previsioni meteo prevedono un weekend sotto piogge torrenziali allora è giunto il momento di affrontare lavori per troppo tempo rimandati. No, non sto parlando di mettere apposto l'antina storta in cucina o cambiare la lampadina rotta, ma come ogni fotografo che si rispetti, sistemare l'archivio. Solo scriverlo mette i brividi, ma non essendo capace di mettere ordine man mano che scarico le foto, arrivo sempre ad un punto dove devo svuotare il cassetto sul letto e fare una cernita. A volte si trovano tesori dimenticati a volte piacevoli immagini da riscoprire (come queste scattate circa un anno fa), ma molto spesso spazzatura che aspetta solo di essere buttata.

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one day street 3

one day street 4

Fortunatamente l'iniziale euforia del digitale che mi induceva a scattare come un pazzo s'è placata ed ho imparato a fare buona parte della selezione già on camera, il lavoro quindi viene molto alleggerito.

Vorrei sottolineare l'importanza di fare selezione e di cestinare subito le foto mal riuscite. Con un po' di pratica si intuisce subito il potenziale di una fotografia, un colpo d'occhio è sufficiente il più delle volte. Si passa poi a verificare aspetti più tecnici come esposizione e nitidezza per decidere se vale la pena o meno di scaricare i file sul computer.

Io cestino in media quasi il 50% degli scatti on camera (probabilmente scatto ancora troppo), poi a monitor se ne va un altro 20%. Il restante 30% (che è ancora tanto) si suddivide tra scatti buoni e meno buoni ma che sentimentalmente  conservo per giornate uggiose come queste.

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Selezionare non è solo l'atto pratico di liberare memoria cancellando file inutili, ma anche un allenamento nel valutare il proprio lavoro. L'atteggiamento:”Scatta, scatta che poi a casa vediamo”, secondo me non funziona, perchè selezionare subito porta naturalmente a selezionare prima di scattare. Cercare la luce giusta, studiare l'inquadratura, l'esposizione è la giusta selezione che ci porterà naturalmente a scattare meno e scattare meglio. Per un fotografo non c'è nulla di più avvilente di scorrere gli ultimi lavori a monitor e chiedersi: "Ma che cavolo avevo in testa quando ho scattato questa foto?!". A tutti è capitato e capiterà ancora, ma quando ci si rende piacevolmente conto che questa domanda è sempre meno frequente vuol dire che le nostre foto stanno migliorando. Non nego di lasciarmi prendere a volte dall'euforia del momento, ma la pratica sotto questo punto di vista mi ha portato negli anni ad avere molti mento scarti e foto migliori.

Pensando poi al peso dei file delle macchine di oggi il risultato di tale approccio è come minimo di avere hard-disk meno intasati con archivi più snelli e magari anche foto più belle. Perciò, riassumendo, essere selettivi con le proprie foto si traduce in:

  1. Risparmio di spazio, quindi di denaro.
  2. Risparmio di tempo nel gestire gli archivi.
  3. Con il tempo, foto migliori.

Allora aprite una cartella a caso del vostro archivio ed iniziate  cancellando almeno 5 foto, non dovrebbe essere difficile e la prossima volta che scattate pensateci.

Bona luce.