venezia

Photostudio: urban impressions in Venice

Nikon D7000 + Sigma 24-105 f4 + Fuji X20 Non mi è difficile perdermi tra gli angoli, i ponti ed i portoni di questa città. Anche stavolta mi sono volutamente perso addentrandomi in calli sconosciute e deserte; mal che vada fuori dalla città non posso andare. Poi al passante di turno chiedo :"San Marco?" e questo in idioma locale mi fa :"De 'a!" accompagnando con gesto indicativo. Ho già scritto altre volte del perchè mi piace andar per calli a Venezia ed anche stavolta mi attengo alle regole non scritte di un gioco che consiste nel perdersi appunto, tenere gli occhi aperti e concentrarsi su luce, forme e colori. In realtà oggi son venuto con l'intenzione di tornare a casa con un bel po' di immagini di persone e non di cose (coming soon...), ma il clima lagunare necessita di acclimatazione e per un po' vado ad istinto, senza un target definito.

E' un esercizio che solo qui mi riesce, o almeno qui mi riesce come voglio. Tutto è ristretto, condensato, quasi ti viene addosso se non ti scansi, e se è vero che "se la foto non è buona vuol dire che non eri abbastanza vicino (R.Capa)", qui è la città che che mette in primo piano vizzi e virtù, lì pronti per essere assaggiati.

Allora mi raccomando, occhi aperti e cuore libero...

time capsule venice (2)

time capsule venice (2)

time capsule venice (7)

time capsule venice (7)

time capsule venice (3)

time capsule venice (3)

time capsule venice (8)

time capsule venice (8)

time capsule venice (4)

time capsule venice (4)

time capsule venice (5)

time capsule venice (5)

time capsule venice (1)

time capsule venice (1)

time capsule venice 9

time capsule venice 9

time capsule venice (6)

time capsule venice (6)

Street life: Venice

Nikon D7000 + Sigma 24-105 f4 L'esercizio si prefissa principalmente di non cadere nei soliti clichè veneziani. La gondola, la mascherina, San Marco, tutti soggetti arcinoti con cui è facile cedere alla lusinga della foto-cartolina facile facile. Ma non è semplice evitarlo.

Girare tra ponti e canali offre però un paio di vantaggi difficilmente riscontrabili in altre città. Primo; la gente è abituata a convivere con fotografi e macchine fotografiche quindi non presteranno molta attenzione a voi. Secondo; non troverete mai una Prinz del '69 a rovinarvi l'inquadratura. Niente automobili e non è cosa da poco.

Per scansare le greggi di turisti è sufficiente evitare le direttrici della transumanza quotidiana che va dalla stazione a piazza San Marco passando per Rialto e viceversa. Anche un giro della bistrattata Giudecca darebbe i suoi frutti. Basta perdersi un attimo e già il punto di vista cambia.

DSC8213-Modifica.jpg
Senza-titolo-5.jpg
DSC8210-Modifica.jpg

Cambiare il punto di vista dovrebbe essere alla base della nostra fotografia, oltre che alla base della vita quotidiana. Abituati come siamo nell'ingurgitare migliaia di immagini ogni giorno tra internet, TV e giornali è facile ritrovarsi con la macchina fotografica nel tentativo inconscio di ripetere ciò che abbiamo visto e che magari ha avuto un sacco di riscontro per esempio su qualche social network. Se la finalità è quella di impararne la tecnica nulla da dire, ma se invece è solo ricerca di facili "mi piace", beh, comprendo la necessità di rinfocolare la propria autostima di tanto in tanto, ma per me questa non è la strada.

Intendiamoci, i social network sono un valido strumento di condivisione e conoscenza che a mio avviso un fotografo deve saper usare, ma vedo troppi paesaggi edulcorati, bimbi morbidosi e signorine levigate che rispondono più ad un'esigenza di mercato che ad una ricerca dell'autore.

Probabilmente il mio è un ragionamento anacronistico. La fotografia oggi è dannatamente liquida che quasi è difficile afferrarla. Sui network le foto durano ore, al massimo qualche giorno tanto che se non si segue la time line con una certa assiduità si perde un sacco di roba. Ecco allora giustificata la necessità di creare immagini facili, dalla comprensione immediata e dalla giusta saturazione... Sarà, ma non è la mia strada.

Senza-titolo-6.jpg
DSC8120-Modifica.jpg
Senza-titolo-4.jpg

Non voglio e non ho nessun titolo per fare la morale a nessuno, ma permettetemi un ragionamento a "voce alta" sul mio blog. Ho sempre benedetto l'avvento del digitale perchè mi ha permesso di tornare a fotografare come volevo, ma uno strumento è veramente buono se lo si usa bene altrimenti è solo uno strumento (...questa me la devo segnare...).

Tornando alla pratica, questa corposa serie di foto è stata scattata nella stessa giornata della serie "notturna". Diciamo che nell'attesa che calassero le tenebre ci ho dato dentro provando una nuova lente ( di cui parlerò più avanti).

DSC8232-Modifica.jpg
Senza-titolo-3.jpg
DSC8199-Modifica-2.jpg
DSC8064-Modifica.jpg

Inutile dire che la luce del pomeriggio aiuta molto a dare un tono caldo e ad esaltare le tinte dei palazzi. Abbiamo seguito infatti il movimento del sole andando con il passare delle ore verso la parte occidentale della città. Non è da sottovalutare l'idea di seguire un percorso studiato a priori per ottimizzare le varie fasi della giornata (essenziale per le foto notturne), anche se poi giunti sul luogo la frenesia di scattare rischia di prendere il sopravvento.

DSC8073-Modifica.jpg
Senza-titolo-2.jpg
DSC8163-Modifica.jpg
DSC8129-Modifica.jpg
Senza-titolo-1.jpg
DSC8253-Modifica.jpg

E poi arriva la sera. La fretta evapora e chi doveva andare è andato, ma noi no, noi ci siamo ancora nonostante le gambe doloranti per i chilometri della giornata. Scusate ma ora si va a raccogliere altra luce...

DSC8296-Modifica.jpg

Last night in Venice

Nikon D7000 + Nikkor 35 1.8 + Sigma 10-20 4-5.6 Giornata intensa in laguna. Dopo aver fatto i "compiti" visitando la mostra di Sebastiao Salgado alla Giudecca e successivamente quella di Franco Fontana vicino all'Accademia, ho fatto la prima prova di un idea che da un po' mi frulla in testa. Chi mi conosce sa che Venezia è una delle mie palestre fotografiche di riferimento, ma non mi ci ero mai intrattenuto di notte, avevo soltanto immaginato quali possibilità potesse offrire in notturna e così è stato.

Probabilmente se non avessi avuto nelle gambe i mille saliscendi della giornata sarei riuscito a concentrarmi di più, ma diciamo che questo è un assaggio che merita un successivo sviluppo. Fotografare Venezia di notte meriterebbe un'attenta pianificazione, studiando i punti luce e le facciate esposte per evitare di girovagare come zombie con tutta l'attrezzatura sulle spalle. Certo non è facile pianificare a distanza, ma concentrando tutto in una serata non si può pretendere di più.

DSC8323-Modifica.jpg

Prendiamo il Canal Grande per esempio. La maggior parte dei palazzi illuminati più belli si affacciano sul Canal Grande che però ha un traffico sostenuto fino a tarda ora, creando un movimento che non si addice alle lunghe esposizioni a meno che non si cerchino degli effetti particolari. Il rollio costante delle imbarcazioni poi ammanta tutto di una sfocatura nebbiosa in basso che mi ha fatto cestinare parecchi scatti. Meglio i canali interni fermi come uno specchio (qui sotto due chiari esempi).

DSC8363-Modifica.jpg
DSC8330-Modifica.jpg
DSC8336-Modifica.jpg

Tenmpi lunghi, ovviamente, tra i 10 e i 15 secondi con gli iso più bassi possibile, perchè trovo il rumore poco piacevole in queste condizioni. Diaframma chiuso tra 11 e 14 per aumentare la profondità di campo ed agevolare la messa a fuoco non sempre semplice con poca luce. Gli obiettivi, come sopra descritto, in base alle necessità il 35 o il 10-20; potendo andrei sempre di 35, ma alcuni punti di ripresa obbligati richiedono il grandangolo.

DSC8331-Modifica.jpg
DSC8358-Modifica.jpg
DSC8348-Modifica.jpg

Ma Venezia dopo il tramonto si offre libera dalla ressa turistica. Niente giapponesi con la macchina fotografica al collo, niente vetri di Murano, niente "Volete mangiare qualcosa?", niente. Solo il popolo delle bancarelle che torna a casa e qualche coppia in cerca di un ristorante. Anche la persistente decadenza di cui è pregna la città viene smorzata dalla luce dei lampioni ed una strana quiete invade le calli. Insomma una Venezia nuova che almeno una volta così andrebbe vista, immaginando il Goldoni con un fascio di carte sottobraccio tornare a casa oppure Vivaldi sbucare da quell'angolo in penombra.

Una bella sensazione non c'è che dire.

St. Mark's Square

Piazza San MarcoD7000

Cercando una vista meno stereotipata di un luogo fotografato migliaia di volte ogni giorno punto al bianco e nero.

E' vero che la monocromia risolve molti problemi togliendo la distrazione cromatica. Le ombre contrastano bene sul selciato illuminato dal sole. La volta del porticato contrasta con il sole nel cielo e si richiama con una piccola parte del campanile a sinistra, continuando tutto il gioco di alternanze verticali luce-ombra.

Conversione con Silvere Efex Pro, il cielo non è stato semplice sistemarlo ed ancora non ne sono del tutto convinto, ma il risultato complessivo non mi dispiace.