Desolation house

Nikon D7000 + sigma 10-20 + nikkor 35 1.8 Visto che ultimamente le cose vecchie sembrano avere sempre più fascino, nella perenne esplorazione del mondo che mi sta attorno ed alla costante ricerca di nuove situazioni fotografiche, mi imbatto in questa casa.

Se nella serie "A small red umbrella" aleggiava nel cementificio una vaga presenza umana, qui le persone sembra quasi di sentirle parlare nella stanza accanto. Letti sfatti, libri, documenti, fotografie, supellettili, tanto che mi par di frugare come un delinquente qualsiasi. In realtà il piano terra era piuttosto contaminato (la casa non è completamente abbandonata), ma ai piani superiori le stanze sono rimaste sostanzialmente intatte, con i letti sfatti e i cappotti nell'armadio. Un po' inquietante.

Il potenziale di quelle stanze è enorme. Inizio l'esplorazione della casa con il grandangolo per abbracciare il più possibile gli ambienti e salgo fino alla soffitta sempre con la stessa lente. Riprese tutte le stanze metto il 35mm e vado a caccia di dettagli. La prima cosa che salta agli occhi è la miriade di differenti texture presenti: dalle crepe sui muri alle macchie di umidità, dalle venature marcate del legno del pavimento ai disegni decorativi nelle camere, insomma un mondo di micro e macro contrasti da mettere in risalto. E' una mattina di sole intenso e le finestre volte a sud danno ombre e luci intense; c'è parecchio da lavorare in questo senso.

E curioso ritrovare testi del ventennio fascista, temi svolti da piccoli scolari a decantare la magnificenza del re e passaporti del Regno d'Italia. Le fotografie appese ai muri di tante vite passate che raccontano storie di emigranti, soldati e spose non possono lasciarmi indifferente. Continuo a fotografare, ma con senso di rispetto lascio ogni cosa come l'ho trovata.

Una volta davanti al monitor è il momento di decidere come presentare le immagini. Istintivamente il bianco e nero è stata la mi prima scelta, ma dopo un po' non mi dava le sensazioni che mi aspettavo. C'era del colore tra quelle mura e la luce forte accendeva le decorazioni sui muri ed il calore del legno del mobilio.

Dopo vari tentativi trovo la quadratura del cerchio lavorando in Lightroom su esposizione-contrasto per mitigare l'invadenza della luce dei finestroni e successivamente sharpening. Poi applico un filtro di Color Efex Pro denominato "Bleach Bypass" che, se dosato a dovere, permette di esaltare le texture e la struttura fine, tirando fuori dalle pareti e dai pavimenti quello che volevo. Con questo filtro è importante partire con un'immagine leggermente sovra esposta altrimenti il risultato viene eccessivamente scuro, con vignettature assai pesanti e non eccedere con la saturazione al fine di evitare un viraggio simil-HDR.

Ringrazio Simeone, compagno di avventura, per avermi fatto scoprire questa magnifica "desolation house".