Foggy blue

Al secondo tentativo ce la faccio. La mattina pioveva troppo, ora invece il cielo grigio sembra tenere. La nebbia avvolge i faggi colossali che continuano a grondare acqua, in pratica sotto le fronde piove ancora. Su il cappuccio, riparo la macchina come posso e mi incammino attento a non scivolare. Dopo qualche minuto arrivo ad una depressione pianeggiante lunga qualche centinaio di metri e larga circa 80. Tutto attorno, come una specie di anfiteatro, i pendii alberati si alzano chiudendo lo sguardo, come pavimento un tappeto scricchiolante di foglie, ogni 5-6 metri possenti tronchi si spingono su per 20-25 metri almeno a formare il colonnato di una cattedrale la cui volta verde-gialla sfuma nella nebbia. Ecco la nebbia qui è una benedizione. Dona con la sua luce diffusa un'aura mistica che riempie gli occhi ed il cuore. I colori dell'incipiente autunno poi fanno il resto.

Gli alberi mi guardano benevoli o indifferenti, chi lo sa, ma a volte mi fermo per toccarli, è irresistibile, non posso farne a meno. Mi aggiro così per un tempo indefinito (1 o 2 ore probabilmente) rivedendo le fantasie di tante storie fantastiche rincorrersi ed asciugando spesso la macchina fotografica (ah già, ero venuto qui per fotografare).

Poi, vuoi perchè la nebbia si fa sempre più fitta, vuoi perchè la sera è quasi arrivata, si fa buio ed io torno sui miei passi. Prima di uscire da quella magia, mi avvicino ad un grosso tronco e lo abbraccio. Non sò spiegare bene, ma ho mormorato una frase con la speranza che i rami su in alto come un'antenna amplificassero il mio segnale portandolo lontano ad una cara persona che non c'è più...

Ma forse a ben pensarci, tra gli alberi e la nebbia non ero solo... non sono mai solo... mai...

foggy blue (2)

foggy blue (2)

landscapes

landscapes

landscapes

landscapes

landscapes

landscapes

landscapes

landscapes

landscapes

landscapes

landscapes

landscapes

landscapes

landscapes

landscpaes

landscpaes

landscapes

landscapes

landscapes

landscapes