Looking for Galadriel: colors

Nikon D7000 + Sigma 10-20 3.5-5.6 + Sigma 24-105 4 + Nikkor 35 1.8 Sono nato tra le Dolomiti, circondato dai monti che hanno ispirato Tiziano e Carducci. Ho camminato per anni tra i monti pallidi, boschi e prati. Ho passato la mia adolescenza a cercare un po' di "libertà" tra baite, tende e sacchi a pelo. Il bosco poi mi ha sempre stuzzicato la fantasia, memore di molte letture giovanili, dove mistero e magia si legano silenziosi, ma ugualmente facili da percepire. Devo quindi assecondarne il periodico richiamo.

I miei gusti fotografici si sono naturalmente evoluti. Potendo ora partirei per qualche settimana a New York o Tokio ad ammazzarmi di street, farei ritratti tutto il giorno oppure farei un viaggio con l'idea del reportage, ma paesaggio e natura restano un "disintossicante" necessario.

nature photography

nature photography

Qualcuno mi ha suggerito di specializzarmi nel paesaggio, ma sinceramente "pensare" fotografia monotematicamente mi fa venire i brividi, è come se fossi costretto a parlare solo con le prime dieci lettere dell'alfabeto... impossibile. Questa non vuol essere una critica ai paesaggisti o qualunque altro specialista, ma niente etichette, grazie.

Ma veniamo al sodo. Questo preambolo per dire che sto approfittando della stagione autunnale per andare a zonzo per i magnifici boschi nei dintorni. Le uscite non sono terminate perchè sto cercando di seguire tutto il mutare delle chiome degli alberi e, clima permettendo, conto di fare altre foto da pubblicare. Il bosco in questione è il bosco del Cansiglio, fornitore di legname per la Serenissima e quindi curato da secoli. I faggeti infatti sono particolarmente fotogenici. Ampi tronchi si alzano come colonne di una cattedrale per venti metri e più, con le chiome a formarne la volta. Il sottobosco invece è sostanzialmente un tappeto di erba e foglie, in pratica manca soltanto la regina degli elfi che ti da il benvenuto.

nature photography

nature photography

nature photography

nature photography

nature photography

nature photography

Tra i bramiti dei cervi e la fuga di qualche pennuto i colori sono protagonisti. Le foglie dei faggi passano da un verde brillante, al giallo e all'arancio, fino al rosso e marrone quando ormai cadute scricchiolano sotto i miei passi. Ammetto che non mi è semplice tenere a bada tutte queste cromie, è facile che scappi la mano e che la saturazione prenda il sopravvento. Sul web vedo praticamente ogni giorno fotografie di paesaggio o natura iper-saturate, è sufficiente per strappare qualche "like" in più, ma dopo mille tramonti infuocati ed altrettanti cieli stellati ne ho le tasche piene. Perciò ho perso ore a calibrare i colori (non sempre riuscendo perfettamente nell'intento).

La luce cambia dannatamente nelle varie ore del giorno, cambia se filtra tra le foglie oppure è radente tra i tronchi o se il pendio guarda a est o a ovest... insomma è chiaro che serviranno più uscite per portare a casa una serie di scatti abbastanza completa anche perchè il meteo è sempre in agguato. Al cambio della luce cambiano i colori e ce ne sono tanti (troppi) tutti insieme.

nature photography

nature photography

nature photography

nature photography

nature photography

nature photography

nature photography

nature photography

E' indubbia comunque la salubrità di queste passeggiate fotografiche, magari le levatacce prima dell'alba alla lunga sono un deterrente, ma testa e cuore ne escono rinvigoriti. Fondamentale è (come sempre) organizzarsi; informarsi sul meteo locale ed a che ora sorge e tramonta il sole non è un problema. Infine avere la possibilità di tornare sul posto può fare le differenza quindi se avete un bel posticino vicino a casa andateci spesso, soprattutto la mattina presto quando l'umidità della notte incontra i primi raggi del sole se ne vedono delle belle ...

                                                                                                                                   continua...