365

365 march

Leggo con interesse altalenante le varie discussioni sullo sviluppo della fotografia oggi. Altalenante perchè di discussioni aperte e realmente formative ne trovo poche, ma è lo scotto per la massificazione delle immagini. Non sono un sostenitore dell'etica della pellicola e nemmeno del collodio umido... però interessandomi di questo mondo da un po' di tempo mi sono fatto le mie idee. Fotografando ogni giorno, mi ritrovo spesso a chiedermi: "ma che diavolo sto facendo?!", domanda non così banale oggi. Non ho la puzza sotto al naso, sono soltanto un fotoamatore illetterato che tenta di migliorarsi ma a ben guardare la pappetta predigerita che piace tanto sui social è meglio ogni tanto farsi un giro e respirare aria pura. E appunto chiedersi "Che cosa sto facendo?". Scattando ogni giorno mi ritrovo sempre più spesso a farmi questa domanda... a volte mi arrabbio perchè la risposta è pessima, altre volte invece vado a dormire soddisfatto, molto più spesso il risultato è contraddittorio ed è la situazione peggiore... ma questo è il gioco.

Il progetto continua...

 

www.365ofmine.wordpress.com

365 february

In ritardo, ma ormai è l'abitudine, un breve riassunto del mese di febbraio. Mese interlocutorio, ormai ho passato un terzo del progetto e lo slancio dei primi mesi deve essere man mano sostituito con perseveranza ed inventiva. Sicuramente da quando ho iniziato ho più padronanza del mezzo e la Fuji X100T si abbandona alle mie fisse fotografiche con estrema complicità. Un'altra nota positiva è l'estrema lavorabilità dei file RAW che questa macchina produce.Io scatto sempre in RAW e sinceramente capisco poco chi si accontenta del jpg. Per quanto buono sia (ed i jpeg fuji sono ottimi) non comprendo come si possa accettare di delegare ad un ingegnere tutta una serie di calibrazioni che cambiano la foto. E' come se un McCurry qualsiasi si accontentasse della stampa express del piccolo laboratorio sotto casa, la "bambina afgana" sarebbe stata un'altra cosa. Perchè quindi rinunciare ad una parte importante del processo creativo? Per comodità? Il cellulare è più comodo. Perchè il computer ha snaturato l'etica della fotografia? Tornate alla pellicola. Perchè il computer non sai usarlo? Ok, mi fermo qui.

Il progetto continua...

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365 november

Antefatto E' da tempo che la fotografia mi sta stretta. Non mi basta più fare il "fotografo della domenica", aspettare la giornata giusta, la luce giusta o il clima giusto. Non mi basta perché; primo la congiunzione astrale di tutti gli elementi arriva raramente, secondo perché ho bisogno di masticare fotografia possibilmente ogni giorno. Ecco il motivo per cui mesi fa nasceva il mini progetto "Timeframes" che ora, liberatosi dalla crisalide, s'è trasformato in un brioso e colorato " progetto 365 ", ovvero una foto al giorno per un anno.

Perché

I motivi son sempre quelli: imparare, crescere, divertirsi. Ritengo la fotografia simile ad un' arte marziale che non si fa, ma si pratica e la pratica, lo sappiamo, rende perfetti. Come un' arte marziale è necessario oltre alla tecnica acquisire un pensiero propedeutico alla stessa e soltanto la pratica può consentire questo cammino (sto parlando come un monaco shaolin...). Serviva però un "obbligo" quotidiano per vincere la pigrizia e dopo aver visto decine di 365 project con centinaia di foto dei fiori sul balcone o del gatto, mi imbatto in questo fotografo ed al suo 365 project. Finalmente la dimostrazione che un progetto simile poteva essere una ricerca personale di alto livello.

Come

Ora, Jonas Rask è un fotografo professionista (testimonial Fuji tra l'altro) e da quel che ho capito si muove parecchio per lavoro. Come posso io pensare di realizzare un percorso simile se il mio raggio d'azione è di circa 3-4 chilometri durante la settimana? Dove trovare soggetti e situazioni interessanti se a volte nemmeno il fine settimana riesco a muovermi? Solo scuse, è giunta l'ora di dimostrare a me stesso che il bello è ovunque basta saperlo cogliere.  Quindi vai e qualcosa troverai; occhi aperti, cervello acceso e macchina a portata di mano. Una foto alla volta ed è già passato un mese. Non oso sperare di riuscire a produrre immagini come quelle di Rask, spero invece di dimostrare a me stesso che fotografare è prima una condizione mentale (come tante altre cose...) poi ambientale e tecnica.

Conclusioni

Probabilmente farò qualche buona foto, scatti mediocri e molte "cioffeche",ma non importa sicuramente alla fine ne saprò più di prima. Avrò imparato ad usare meglio la mia macchina fotografica, avrò scoperto nuove tecniche anche di postproduzione e per la prima volta il racconto di un anno in 365 immagini che non è poco.

Il link per seguire il progetto è questo :  www.365ofmine.wordpress.com