La noia fotografica


365-16.jpg365-16.jpg

Chi non ne è mai stato colpito o mente a se stesso oppure è uno di quei fortunelli a cui il destino ha sgomberato la strada e allora il discorso non vale. Restando però tra le fila delle “maestranze operaie ” della fotografia ,dopo i primi anni di facili entusiasmi, arriva (si spera) una certa presa di coscienza ed alla lunga le solite inquadrature stancano e la vera sfida è trovare nuove strade.

 


upload.jpgupload.jpg

Questo grafico, a me caro, può spiegare meglio il concetto. L’effetto Dunning-Kruger mette in relazione esperienza ed autostima, inversamente proporzionali fino ad un certo punto, poi la proporzione s’inverte. Scendendo verso il fondo della parabola è fondamentale trovare nuovi stimoli per tentare la risalita.  Non tutti compiono tale percorso, anzi, ma se andando in giro non trovi niente per cui valga la pena tirare fuori la macchina fotografica, beh forse è ora di farsi qualche domanda.

Naturalmente io non ho la soluzione ai miei problemi, quindi figurati per i tuoi, ma se affrontarli è il primo passo per superarli allora è il momento di provarci. Sarebbe semplice consigliarti un viaggio in Nepal, in Giappone o un coast to coast degli Stati Uniti, magari prima o poi lo farai, ma essendo una “tuta blu” della fotografia prima o poi torneremo alla nostra catena di montaggio e lì il problema si ripresenterà. E allora? Bisogna farci i conti, non c’è niente da fare.

Provo allora  a darti (e a darmi) alcuni spunti alla portata di chiunque per provare ad uscire dalle immancabili secche che incontreremo nel nostro viaggio.

1. Cambiare abitudini

E’ il punto chiave.

Cambiare strada che porta al lavoro. Scoprire un nuovo autore. Aprire un nuovo account Instagram. Ascoltare musica diversa. Uscire di casa ad un ora diversa.  Scattare sempre in bianco e nero se abitualmente lo facciamo a colori o viceversa. Uscire insomma dalla nostra “confort zone”  ritengo sia la prima cosa da fare nel limite del possibile ovviamente.

Lo so, dopo aver pensato al lavoro ed alla famiglia a volte resta la voglia di trascinarsi a letto e poco altro, ma scommetto che pensandoci un attimo qualcosa di diverso da fare ti è già venuto in mente per domani. In fondo è solo questione di punti di vista e la chiave appunto è tentare di cambiarli, anche di poco.

2. Usare lo smartphone

E’ sempre in tasca, sempre connesso, sempre pronto, perchè allora non usarlo? Non servono top di gamma e fan’culo la “qualità”, non venite ad ammorbarmi con queste menate, sono le idee che cerchiamo non i pixel tirati a lucido! Quindi la facilità di scatto diventa importante; con zaini gonfi di reflex, obiettivi e gadget vari le idee vanno lente e poi si dimenticano. Cogliere l’attimo invece permette di fissare al volo un’intuizione che, se davvero buona, dopo verrà sviluppata a dovere.

3. Scattare ogni giorno

So quel che dico. L’ho fatto per un anno intero ( questo il link )  e continuo a farlo più che posso. Tenere un semplice diario per immagini, buttare giù delle idee, prendere degli appunti. Forse all’inizio sembreranno tutte uguali, poi l’occhio allenato comincerà a “vedere” e le foto verranno incontro e un occhio allenato può fare la differenza.


from ettorecolletto.comfrom ettorecolletto.com

from ettorecolletto.com

4. Regole si, regole no

Senza andare oltre le mie competenze, la metto giù semplice. Siamo proprio sicuri che l’orizzonte debba essere sempre dritto? Che ci faccia bene rosolare costantemente sulla graticola dei terzi? Oppure tentare di debellare a tutti i costi la “piaga” del rumore digitale neanche fosse contagioso? Io avrei qualche dubbio. Non è che infrangere “consapevolmete” le regole ci possa dare nuovi spunti? A voi la risposta.

5. Smettila di condividere

La facilità con cui oggi è possibile accedere a milioni di immagini (non di fotografie…), impone la necessitá di costruire un filtro a questa massa invadente ,disordinata e molto spesso inutile. Accendiamo i nostri apparecchi quando serve e lasciamo un po’ di tempo in più alle nostre idee, liberi dalla condivisione necessaria per esistere. La tua fotografia esiste anche senza like, tu esisti senza like. Non dico di fare l’eremita, ma credi davvero che tutte le tue foto su Instagram meritino di essere pubblicate o semplicemente ti sei fatto prendere la mano dal gioco? Condividere è un bene, ma se uno condivide con me la sua spazzatura è male. Spesso mi accorgo di consumare tempo prezioso con la spazzatura altrui, meglio volgere lo sguardo altrove e tenere pulito il cervello.

L’occhio vede ciò che la mente conosce.

— Johann Wolfgang Goethe

Chiaramente è un tema che non si risolve in poche righe, ma se sei riuscito ad arrivare fino a qui hai dimostrato almeno due cose. Primo: forse è un argomento che ti interessa. Second: sei in contro tendenza perchè ormai nessuno legge più di tre righe su internet.

La risalita dal fondo della parabola è molto difficile e dipende da molti fattori, ma anche se non saremo mai dei professionisti e continueremo a brandire il martello sull’incudine, avere delle buone idee non ce lo vieta nessuno, anzi credo che sarebbe una vera boccata di ossigeno.

Buone idee.

 

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...